martedì 10 aprile 2007

I desideri più o meno umani

I desideri più o meno umani

Parte I
Ricordiamoci sempre della nostra umanità e scordiamo il resto.
La vera sfida è vivere, consapevolmente, vivere senza trascurare ogni piccola cosa. Chi vive per le grandi imprese è destinato a perderla la vita, che è dentro le piccole cose di ogni giorno.
Beato chi è ordinario ogni giorno e ne gode, felice della sua non straordinarietà e contento di se stesso e gli altri.
Appare molto più semplice così, con questo atteggiamento affrontare le vere sfide, come l’amore.
La parte più importante della vita è capire provare e tenere in se l’amore, in tutte le sue forme.
Dalla più semplice e naturale, come il sesso, legato alla nostra parte più intima, animale e istintiva, fino a trascendere il suo significato tramite la meditazione, volendo anche tramite il sesso ma per arrivare a qualcosa di più fine, dove unendosi con il tutto e il nulla dentro se stessi, l’amore diventa infinito.
Sembra tutto semplice a parole ma per chi vuole veramente farlo non lo è.
Significa sacrificio, scelte a volte impopolari, significa spesso anche passare per il pazzo di turno.
Quando tu vedi uno spiraglio di realtà non coperta dai veli del “sé” e quando il tuo ego è stato quietato dalla tua anima, gli altri cominceranno a vederti “strano” e sempre più diverrà difficile farsi capire fino in fondo…
I religiosi poi, quelli delle regole che ti rovinano la vita, sono subito pronti ad additarti come l’eretico, colui che rovina la loro falsa piattezza morale..
Tutto ciò che dona felicità le religioni ce lo hanno proibito: sfogare in modo sano e continuo la nostra energia sessuale, l’energia più potente che l’uomo abbia, madre della creazione e del piacere nel contempo, maestra nella sua parte orgasmica dell’unico istante di illuminazione provato dagli uomini che non conoscono la meditazione.
Nel momento di massimo piacere quando la mente stacca la sua connessione e l’incessante movimento dei pensieri tace, lo spirito entra anche per un solo istante e si tuffa in quel vuoto dentro di noi che ci connette all’eterno.. è un attimo di pace intensa, così intensa e breve da lasciarci stupefatti.
Ignari del suo vero significato continuiamo a ricercare quel momento tramite il sesso, ma non sappiamo che questo è solo uno dei più lontani metodi, tramite il tanta per raggiungere il samadhi.
La cosa importante è che non soffochiamo nulla della nostra vita ma cerchiamo piuttosto di comprendere, di essere comprensivi con chiunque non conosciamo e mai farci prendere dalla paura, la madre di ogni sofferenza.
Ci hanno riempito di paure fin da quando eravamo bambini e come possiamo ora sorridere ad ogni attimo di vita presente che ci godiamo?
Bisogna tornare indietro, regredire ed annullare la nostra educazione: se vogliamo riempire il bicchiere col vino buono dobbiamo prima svuotarlo dall’acqua sporca di cui è pieno!
Cominciamo dunque a lavorare per questa umanità…

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