martedì 16 maggio 2017

undicesima lezione presso l'universita dell'essere umano


In politica, come in altre attività di coordinamento ed in generale in qualsiasi professione sappiamo tutti che sono importanti due aspetti.
Il primo è la professionalità, il know how, , l’esperienza, ecc ecc. Non mi dilungo nel descrivere tale qualità perché non serve: nell’attuale società distorta dove la competitività è la norma e la crescita è l’imperativo ci hanno insegnato che DEVI essere migliore degli altri in una ipotetica scala infinita dove godi per quelli sotto e soffri per quelli sopra, quindi solo infelicità e sofferenza.
Il secondo che viene sempre ritenuto meno importante è l’aspetto umano.
Ed è questo che può salvarci.
Ogni persona ha peculiarità negli aspetti caratteriali, comportamenti , abitudini, cultura ecc
Ogni persona ha dei talenti ed alcuni sono nascosti. Neppure lui li conosce, devono uscire allo scoperto ma ci sono.
Come ben saprete se avete studiato le lezioni precedenti secondo il mio metro generale e non particolare l’essere umano per essere chiamato tale deve avere almeno queste tre componenti:
libertà , naturalità e consapevolezza.
Se non sei libero non puoi fare nulla poiché nelle tua condizione di schiavo non puoi affatto vivere, sei solo un robot che esegue gli ordini dati in modo automatico con qualche sprazzo di umanità (magari durante le ferie…).
Se non sei naturale e totale nell’essere e nell’azione ed ogni cosa scaturisce solo dalla mente torniamo al punto di partenza: sei solo un robot che esegue le sue abitudini, frutto dei condizionamenti precedenti ed ormai inseriti in modo permanente nella tua “ram” , l’inconscio: per cui non ti accorgi neppure di cosa stai pensando, facendo.
Essere naturali non è una qualità che solo alcuni hanno ma si può coltivare: con delle pratiche psico fisiche di consapevolezza e con il contatto di madre natura, un contatto vero e profondo. Per questo le nostre città sono purtroppo inadatte a questa trasformazione.
Per farvi un esempio di perfezione in questo senso pensate allo sciamano dei nativi Americani (i veri Americani con la A maiuscola che sono stati ovviamente trucidati dai famosi cow boy , una cozzaglia di delinquenti armati e senza cervello e soprattutto senza umanità, molto diversi da quello che ci volevano far credere nei film che abbiamo visto da piccoli).
La consapevolezza è fondamentale: “sono arrivato, sono a casa, nel qui e ora” e quindi vedo cosa succede intorno a me e dentro di me, perché lo vivo e scelgo i pensieri e le azioni e non il contrario.
Quanto sono la maggior parte del tempo in questo stato (perché sempre secondo me è impossibile per molti e possibile solo per alcuni) la mia energia scende in parte dal cervello dove la concentriamo sempre più in basso, verso il cuore.
Questo è importante perché quando l’energia arriva al cuore è possibile vivere l’esperienza dell’amore vero vero: senza condizioni, senza fine, senza bersaglio, così come il sole si espande con i suoi raggi verso qualunque cosa senza escludere: include perché è universale.
Quello che i Buddhisti chiamano compassione: includere e non escludere , in inter-essere in cui ogni cosa vivente e non fa parte di un tutto che si influenza a vicenda in ogni istante: come diceva un famoso scrittore “il volo di una farfalla qui sulla terra può influenzare una stella in un’altra galassia”, ogni nostro pensiero o azione è profondamente legato a tutto ciò che ci circonda.
Ma torniamo alla politica.
La politica dovrebbe essere un servizio dato dalle migliori persone presenti in una comunità (tipo il militare una volta) per un tot di tempo e poi basta (dai due ai cinque anni al massimo),volontario e quindi retribuito con la stessa retribuzione precedente della persona (ovviamente tutto spesato, almeno). Queste persone possono rendere un grosso servizio offrendo in dono le proprie capacità ed esperienze unendo la loro unicità e umanità per rendere migliore l’organizzazione delle cose comuni e la vita di tutti.
Senza tante parole vi farò due esempi degli unici due uomini politici (che io conosco) che rientrano in tutto o in parte nel mio concetto di umanità: Nelson Mandela e José Mujica (ancora in vita: ex presidente della repubblica dell’Uruguay).
Cominciamo a lavorare per questa umanità.
Alessandro Orlandi
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In politics, as in other coordination activities and in general in any profession we all know that two aspects are important.
The first is professionalism, know-how, experience, etc. ecc. I do not dwell on describing this quality because it does not work: in the present distorted society where competitiveness is the norm and growth is the imperative they have taught us that you will be better than the others in a hypothetical infinite scale where you enjoy those under and suffer For those above, so only unhappiness and suffering.
The second that is always considered less important is the human aspect.
And that is what can save us.
Every person has peculiarities in character, behavior, habits, culture, etc.
Each person has talents and some are hidden. He does not even know them, they have to go out and find out.
How well will you know if you have studied the previous lessons according to my general meter and not particularly the human being to be called such must have at least these three components:
Freedom, naturalness and awareness.
If you are not free you can not do anything because in your slave condition you can not live at all, you are just a robot who automatically executes your orders with some humanity spell (maybe during holidays ...).
If you are not natural and total in being and in action, and everything comes from the mind, let's go back to the starting point: you're just a robot that performs its habits, the result of the previous conditioning and now permanently inserted into your "ram ", The unconscious: so you do not even realize what you're thinking, doing.
Being natural is not a quality that only some have but can be cultivated: with physical psychic practices of awareness and with the touch of mother nature, a real and profound contact. That is why our cities are unfortunately unsuitable for this transformation.
To give you an example of perfection in this regard, think of the Shaman of native Americans (the true Americans with the A capital that were obviously slain by the famous cow boy, a bunch of armed and brawny criminals and especially without humanity, very different from that That they wanted to make us believe in the movies we've seen from little ones).
Awareness is crucial: "I came, I'm home, here and now" so I see what happens around me and inside me, because I live and choose thoughts and actions and not the other way around.
How much of my time is in this state (because I always think that it is impossible for many and possible only for some) my energy falls in part from the brain where we focus it all the way down to the heart.
This is important because when energy reaches the heart it is possible to experience the experience of true love: without conditions, without end, without target, as the sun expands with its rays to anything without excluding: it includes why Is universal.
What the Buddhists call compassion: to include and not exclude, in inter-being, in which everything is alive and is not part of an all-influencing one at a time: as a famous writer said, "the flight of a butterfly here on Land can affect a star in another galaxy, "all our thoughts or actions are deeply tied to everything around us.
But let's go back to politics.
Policy should be a service given by the best people present in a community (like the military once) for a while and then enough (from two to five years at most), voluntary and therefore paid with the same person's previous salary (Of course everything is worth it, at least). These people can make a great deal of service by offering their skills and experiences by joining their uniqueness and humanity in order to better organize common things and the lives of all.
Without so many words I will give you two examples of the only two political men (whom I know) that fall entirely or partly into my concept of humanity: Nelson Mandela and José Mujica (still alive: former president of the Uruguay republic).
Let's start working for this humanity.
Alessandro Orlandi



lunedì 8 maggio 2017

utopia di un dipendente


Dalla mia esperienza ho notato alcune cose per cui non funziona la comunicazione nelle aziende.
Che siano piccole, medie o multinazionali i rapporti interpersonali sono fra gli stretti collaboratori, mentre la cosiddetta “padronanza” rappresenta un miraggio soprattutto nelle multinazionali.
La distanza fra questi e quelli diventa incolmabile e le interpretazioni dei messaggi dei vari manager “di mezzo” provocano distorsioni e incomprensioni.
Parliamoci chiaro: ognuno in questo mondo, specialmente nel mondo del lavoro tende a fare il proprio interesse e spesso questa solida verità non viene affrontata come se fosse scomoda e fastidiosa.
Non è forse normale che il datore di lavoro tenda a far dare il massimo ai collaboratori pagandoli meno possibile nello stesso tempo non è forse normale che i dipendenti cerchino di fare meno possibile guadagnando sempre di più?
Tutto questo tenendo conto che il messaggio fondamentale di fondo che questa società ci impone è di crescere smisuratamente aumentando i profitti per avere una solidità che consenta la prosecuzione della vita dell’azienda.
E’ un po’ come se ogni giorno ognuno di noi andasse al supermercato comprando del cibo a lunga conservazione e stipandolo in casa perché...non si sa mai nei momenti di magra potrei morire di fame.
Come noi dipendenti impieghiamo i nostri danari lo sappiamo bene, non serve che io lo elenca qui ma sappiamo anche che siamo sempre “sul filo del rasoio” perché tutto sommato la vita è rischiare, è portare se stessi ai propri limiti ed andare oltre, dunque vi immaginate la noia?
Nelle aziende invece che fine fanno i fiumi di denaro che vengono creati dai profitti anno dopo anno? Chi lo sa? Oltre agli investimenti , che sono il sacrosanto modo di creare un futuro il resto dove finisce?
Qual è il futuro che stiamo creando per i nostri figli, nipoti e pronipoti (sempre che ci saranno) ?
Secondo me l’unico vero scopo per cui un’azienda debba esistere è la felicità dei suoi dipendenti e dei suoi clienti, con il giusto profitto per sopravvivere, niente di più.
Non è una forma di comunismo aziendale ma credo l’unico modo per poter creare una vera etica aziendale capace di far sopravvivere l’uomo su questo pianeta.
Si perché non ci scordiamo che le risorse utili alla sopravvivenza sono ben oltre consumate ormai e ci vorrebbero due pianeti per far andare avanti questa maledetta crescita che si sta mangiando tutto proprio tutto il nostro futuro!
Nelle aziende spesso vengono fatte riunioni, date disposizioni ma sempre a riguardo di obiettivi economici: aumentare il fatturato, crescere sui margini, diminuire gli stock, aumentare la fidelizzazione dei clienti ecc ecc
Il 99,9% delle persone mentre sente queste disposizioni pensa: “ e io cosa ci guadagno, come al solito niente o la solita pacca sulla spalla?”. Parliamoci chiaro, la motivazione manca e diventa la solita: se l’azienda non riesce a fare questo andrà male e quindi potresti essere licenziato ecc ecc…. Ecco avete capito di cosa parlo? Della paura. Nelle aziende si motivano i collaboratori ancora come migliaia di anni fa si faceva con gli schiavi: con la paura.
Mai sentito che un’azienda dica: no, io prima di tutto voglio che chi lavori qui sia felice e appassionato per quello che sta facendo, che sia presente nel quieora mentre lavora: pensate a quale risultato avrebbe un’azienda con collaboratori di questo tipo sui clienti?
Credete che non si possa fare?
Io credo di si.
Sono sicuro di si.
Basta volerlo.
Alessandro Orlandi

From my experience I noticed some things that communication in companies does not work.
Whether small, medium or multinational, interpersonal relationships are among the close associates, while so-called "mastery" is a mirage especially in multinationals.
The distance between these and those becomes unbreakable and the interpretations of the messages of the various "middle" managers cause distortions and misunderstandings.
Let's be clear: Everyone in this world, especially in the world of work tends to make their own interest and often this solid truth is not addressed as if it were uncomfortable and annoying.
Is it not normal for an employer to try to make the most of its employees by paying them less than possible at the same time, is it not normal for employees to try to make less profit by gaining more and more?
All this taking into account that the fundamental message that this company imposes on us is to grow tremendously by increasing the profits to have a solidity that will allow the company to continue its life.
It's a bit like every day we go to the supermarket by buying long-lasting food and putting it in the house because ... you never know when I'm lean I could starve.
As we employees use our money we know it well, I do not need to list it here but we also know that we are always "on the razor wire" because all together life is risking, is to bring ourselves to your limits and go further, therefore Do you imagine boredom?
In the end-to-end businesses do the rivers of money that are created by profits year after year? Who knows? In addition to the investments, which are the sacrosanct way of creating a future the rest where it ends?
What is the future we are creating for our children, grandchildren, and grandchildren (when ever there)?
In my view, the only true purpose for which a company has to exist is the happiness of its employees and its customers, with the just profit to survive, nothing more.
It is not a form of business communism, but I believe the only way to create a true corporate ethic that is able to survive man on this planet.
It is because we do not forget that the resources that are useful to survival are far more than consumed now and we would like two planets to keep this damned growth going on all of our future!
Meetings, arrangements, but always on economic goals are often made in companies: increasing revenue, increasing margins, decreasing stocks, increasing customer loyalty etc. etc.
99.9% of people feel these arrangements thinking, "and what do I gain, as usual, or the usual pouch on my shoulder?" Let's be clear, motivation lacks and becomes the usual: if the business fails to do this it will go bad and so you could be fired etc etc .... So you understand what I'm talking about? Of fear. Employees continue to motivate their employees as thousands of years ago they did with the slaves: with fear.
Never heard of a company say no, I first want that whoever works here is happy and passionate about what she is doing, that she is present in her while she works: think about what result she would have a company with such collaborators About customers?
Do you think that can not be done?
I think so.
I'm sure you did.
Just want it.
Alessandro Orlandi

lunedì 6 febbraio 2017

Il triangolo della salute


Spesso sento dire alle persone intorno a me: mi fa male qui, ho un dolore la, devo prendere quel medicinale oppure devo andare a farmi vedere. Insomma voglio dire che spesso ci accorgiamo della presenza del nostro corpo solo quando abbiamo un problema: un dolore, una contrazione muscolare, un'articolazione che non si muove bene...
"Normalmente" non ci pensiamo, il corpo va da se, si arrangia con le sue risorse e la sua intelligenza e soprattutto molti credono di essere qualcosa di diverso da un insieme di corpo-mente-anima.
Tutti questi tre aspetti andrebbero curati sistematicamente con la prevenzione ed una cura approfondita in quanto sono il mezzo per poter interagire con la realtà introrno a noi. Altrimenti possiamo solo curare nel momento del bisogno ma andiamo incontro a sofferenze, effetti collaterali, spendiamo tempo e denaro per curare dei mali che potremmo non avere. Il famoso triangolo della salute della chinesiologia applicata spiega molto bene questo principio: ogni lato rappresenta un aspetto e quando si trovano in armonia abbiamo un triangolo perfetto con tre lati uguali (equilatero) mentre invece con la preminenza di un aspetto invece di altro si viene a creare una figura disarmonica.
Ad esempio quanti di noi si informano rispetto alla funzionalità del nostro corpo in tutte le sue parti? Come tenerlo sempre allenato e "lubrificato" al meglio per avere una buona prestazione e soprattutto per evitare sofferenze? Ad esempio lo sport non è solo competizione ma soprattutto cura del proprio corpo o meglio del nostro sistema globale.
Per chi fa poco moto o comunque non riesce a mantenere una costanza nel tempo e nella quantità viene in nostro aiuto l'arte del massaggio attraverso il quale un operatore esterno crea dei movimenti che ridanno giovamento alla varie parti del corpo ed in varie modalità: la muscolatura con tocchi particolari, le articolazioni drenando il sistema linfatico che è la sua lubrificazione ed anche la nostra parte meno densa con movimenti che influenzano le energie che attraversano i nostri corpi cosiddetti più "sottili".
Fare almeno un massaggio alla settimana o meglio due al mese può aiutare il sistema globale a ritrovare in parte la sua armonia e prevenire gran parte dei piccoli malanni , senza uso di fastidiose medicine ed eliminando quindi effetti collaterali. La spese è quasi la stessa dei farmaci ma sicuramente l'effetto è più piacevole.

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Often I hear people around me: it hurts me here, I have a pain, I have to take that medication or do I go to show myself. In short I want to say that often we notice the presence of our body only when we have a problem: a pain, muscle contraction, joint that is not moving well ...
"Normally," we do not think, the body goes without saying, gets by with its resources and its intelligence and above all many believe to be something other than a set of body-mind-soul.
All these three aspects should be treated systematically with the prevention and a thorough care as are the means to be able to interact with the reality introrno to us. Otherwise we can only treat in times of need, but we run to suffering side effects, we spend time and money to cure the ills that we may not have. The famous triangle of health of applied kinesiology explains very well this principle: each side is one aspect, and when they are in harmony we have a perfect triangle with three equal sides (equilateral) whereas with the pre-eminence of one aspect rather than another it comes to create a discordant figure.
For example, how many of us are informed with respect to the functionality of our body in all its parts? How to keep it always trained and "lubricated" at best to have a good performance and above all to avoid suffering? For example, the sport is not only competition but above all care of their bodies, or best of our global system.
For those who make a slight motion or otherwise fails to maintain consistency over time and in the amount it comes to our aid the art of massage through which an external system creates movements which restore joy to the various body parts and in various modes: with special touches muscles, joints draining the lymphatic system that is its lubrication and also our share less dense with movements that affect the energies that run through our bodies more so-called "thin".

Make at least one massage a week or better two a month can help the global system to regain some of its harmony and prevent much of minor ailments, using annoying medicine and the consequent side effects. The cost is almost the same drug but the effect is definitely more enjoyable.

La mente umana



La mente umana è un fantastico strumento che può creare bellezza, conoscenza e benessere. Per fare ciò deve appunto essere, uno strumento in mano alla consapevolezza e non un padrone che ci governa come burattini.
Per accorgersi se la mente governa o è governata basta fare attenzione ai propri pensieri:siamo noi a decidere o arrivano "da soli" e senza sosta?
Ed inoltre i pensieri che riguardano il passato o il futuro generano solo sofferenza ed ansia e ci fanno perdere l'unico istante eterno che ha senso vivere pienamente e totalmente: qui e ora, l'adesso.
Quando "siamo nel presente" la mente smette in parte o totalmente di funzionare e la nostra consapevolezza diventa testimone della realtà: può essere un momento estatico e molto rilassante oppure un momento come tanti altri.
Inoltre non dobbiamo dimenticarci l'esistenza di un "sottofondo" molto potente che quasi sempre sfugge al nostro controllo: l'inconscio, ovvero una mente che governa i comportamenti cosiddetti "automatici" e le abitudini e che affonda le sue radici anche oltre la nostra stessa esistenza, sconfinando in un sapere comune dell'essere umano.
Proprio come un iceberg mostra solo la punta così la mente mostra solo la parte conscia ma al di sotto esiste la porzione più consistente e difficile da controllare.
--------------------------------------------------------------------------------The human mind is an amazing tool that can create beauty, knowledge and well-being. To do so must be precisely, a tool in the hands of consciousness and not a master who rules us like puppets.
To notice when the mind governs or has just ruled to pay attention to their thoughts: we decide or come "on their own" and on and on? And also thoughts about the past or the future only generate suffering and anxiety and make us lose the only eternal instant that it makes sense to fully and completely live: here and now, the right now.
When "we are in this" mind stops in part or in whole to function and our awareness becomes a witness of reality can be a very relaxing and ecstatic moment or a moment like so many others.
Also we must not forget the existence of a "substrate" very powerful that almost always out of our control: the unconscious, or a mind which governs the so-called behavior "automatic" and habits, and that has its roots beyond our very existence, trespassing in a knowledge of the human being common.
Just like an iceberg only shows the tip so the mind shows only the conscious but below there is the largest portion and difficult to control.

La storia dell'ignoranza


La storia dell'ignoranza si ripete ciclicamente. I primi cristiani furono perseguitati perché le istituzioni (Impero Romano) temevano un effetto destabilizzante dal fatto che chi si dichiarasse “il figlio di Dio” sostenesse che siamo tutti uguali e fratelli e che l'amore è la suprema spiritualità.
Giordano Bruno fu bruciato sul rogo dai Cristiani per la sua enorme intelligenza e le sue intuizioni della verità. Giovanna D'Arco lo stesso perché “le voci e le visioni” non potevano essre frutto di una spiccata sensibilità verso l'Ignoto , ma solo diaboliche menzogne di una strega...
Albert Einsten fu insultato dai suoi insegnanti a scuola che sottolinearono la sua inferiorità rispetto agli atri compagni.
Potrei continuare per pagine ma il succo è uno solo: l'ignoranza della massa contro l'intelligenza che è solo individuale.
L'intelligenza non è qualcosa di misurabile con stupidi test o la quantità di informazioni con cui una persona si riempe inutilmente la mente come un computer.
Io credo che una persona si possa dire intelligente per quanto riesce ad essere se stessa nel modo più naturale, attingendo con l'intuito ad un sapere immenso universale che è disponibile per noi esseri umani nella misura in cui affiniamo la nostra consapevolezza.
La consapevolezza esiste solo in assenza del pensiero compulsivo e delle emozioni che determina.
Anche oggi giorno in cui la cultura ufficiale prevede che ogni “bravo schiavo” sia aderente alla cultura imperante, chiunque provi ad esprimere se stesso , la sua profondità, il suo interessere con il Tutto e l'Esistenza e quindi la nascita di una nuova consapevolezza, non viene capito: perché nessuno pensa individualmente, con la sua mente libera, i suoi sensi, il suo cuore ; apponiamo etichette come ci hanno insegnato in modo meccanico in base alle credenze assimilate... cosa c'è di umano in questo? Dove è finita la consapevolezza? Dove è finita la compassione in ogni atto quando viene dal nostro cuore?
Tutti si ergono a giudici degli altri pensando di essere superiori, in una scala infinita che diventa una orrenda giostra colma di orribili sofferenze, per noi e tutti.
Userò un esempio basato sulla mia esperienza.
Io stò cercando di compiere questo viaggio a piccoli passi verso la mia comprensione attraverso pratiche di meditazione, di connessione con altre persone che stanno facendo lo stesso viaggio, tramite la condivisione delle proprie emozioni e difficoltà. 
Ho avuto una ispirazione da alcuni maestri che hanno fatto questo percorso ed ho cercato di comprendere portando a me stesso quella qualità di consapevolezza.
Alcuni di questi maestri sono Osho, Tich Nath Han, Eckhart Tolle, Ramana Maharshi, Mooji.
Ho conosciuto anche tante persone che hanno seguito e conosciuto personalmente questi Maestri ed ognuno di loro è per me importante.
Ho conosciuto anche persone che non seguivano alcun maestro e nessuna disciplina e tantomeno le religioni ufficiali ed una in particolare rappresenta per me il vero faro, il vero maestro a cui attingere per la mia crescita spirituale, in un bellissimo cammino conune che continuerà per sempre.
Non parlo di religioni o sette o cose del genere. Questi uomini sono come dei catalizzatori: la forza delle loro parole se pur solo parole riesce a farci fare qualche piccolo passo verso la consapevolezza e verso un progresso spirituale.
La loro energia , vibrante se vivi ed a noi vicini ma anche dopo lasciato il corpo riesce a smuovere i nostri cuori e le nostre emozioni facendo un altro passo... e mattoncino dopo mattoncino costruiamo la nostra e altrui salvezza verso la fine della sofferenza ed una nuova vita, un nuovo mondo che parte da noi stessi.
Non pretendo che nessuno capisca , approvi o ancora peggio segua i miei consigli ma mi aspetto almeno il rispetto verso ogni essere umano come io rispetto ogni essere vivente facente parte di questa meravigliosa esistenza. Io sono voi e voi siete me, Noi siamo Uno.
Alessandro Orlandi
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The ignorance history repeats itself cyclically. The early Christians were persecuted because institutions (Roman Empire) feared a destabilizing effect that those who declared himself "the son of God" once said that we are all equal and brothers and that love is the supreme spirituality.
Giordano Bruno was burned at the stake by the Christians for his enormous intelligence and his insights of truth. Joan of Arc the same because "the voices and visions" could not essre result of a marked sensitivity towards the Unknown, but only evil lies of a witch ...
Albert Einstein was insulted by his teachers at school that emphasized its inferiority to the other companions.
I could go on for pages but the gist is the same: the ignorance of the mass against the intelligence that's just personal.
Intelligence is not something measurable with stupid tests or the amount of information by which a person is needlessly fills the mind as a computer.
I believe that a person can be said smart as able to be herself in the most natural way, drawing with the intuition of a universal knowledge immense that is available to us as human beings insofar as we refine our awareness.
Awareness exists only in the absence of compulsive thoughts and emotions that determines.
Even today, the day when the official culture provides that any "good slave" adheres to the dominant culture, anyone who tries to express himself, its depth, its inter-be with the Whole and the existence and thus the birth of a new consciousness , you do not understand why no one thinks individually, with his clear mind, his senses, his heart; we put on labels as we were taught mechanically based on similar beliefs ... what is human in this? Where is the knowledge? Where is the compassion in every act when it comes from our hearts?
All stand in judgment of others thinking they are superior, in an endless staircase that becomes a horrible carousel filled with horrible suffering, for us and all.
I'll use an example based on my experience
I'm trying to accomplish this journey in small steps towards my understanding through with meditation practices, connecting with others who are doing the same journey, by sharing their emotions and problems.
I had an inspiration from some teachers who have made this journey and I tried to understand myself bringing that quality of awareness.
Some of these teachers are Osho, Tich Nath Han, Eckhart Tolle, Ramana Maharshi, Mooji.
I also met many people who have followed and personally met these Masters and each of them is important to me.
I also met people who did not follow any master, and no discipline, much less official and one in particular religions is for me the true beacon, the real master to draw upon for my spiritual growth, in a beautiful way conune that will continue forever.
I do not speak of religions or sects or anything. These men are like catalysts: the power of their words even if only words can make us do some small step toward awareness and to spiritual progress.
Their energy, vibrant and if you live close to us but also after leaving the body unable to stir our hearts and our emotions making another step ... and brick by brick we build our and others' salvation to the end of suffering and a new life, a new world that part of ourselves.
I do not claim that no one understands, approves or worse still follow my advice but I expect at least respect for every human being as I respect every living being is part of this wonderful existence. I am you and you are me, We are One.
Alessandro Orlandi

sabato 28 gennaio 2017

ne questo ne quello


Chi sono io? Cosa c'è di davvero importante in questa vita che sto vivendo?
Sto realmente vivendo come vorrei e in conformità a quello che realmente sono, oppure i miei pensieri, le mie azioni e addirittura quello che penso di vedere di fronte a me sono solo il risultato dell’illusione postami da tutte le influenze avute da quando sono nato?
Qual è il nocciolo a cui devo tornare per fare il punto zero? Dove si trova il mio vero centro?
Centinaia di domande a cui si potrebbero dare altrettante risposte, ma non è questo il punto.
Proviamo a fare come i Deva, a dire quello che non sono?



- Non sono il mio nome e cognome,il mio sesso, la mia razza, la mia nazionalità...ecc ecc: sono targhette che mi sono state affibbiate in base ad un semplice “caso” geografico, o altro. Se io fossi nato in Africa… Se non potessi cambiare nessuna di queste realtà la mia libertà sarebbe semplicemente finta e inesistente.
Inoltre tutte queste etichette le posso facilmente modificare in un attimo e sarei sempre lo stesso, o no? Provate a scambiare due bambini appena nati ( ad esempio un israeliano ed un palestinese) e darli alle nuove famiglie. Quando cresceranno diventeranno quello che la società intorno a loro determinerà di essere ed anche provando a raccontare loro di questo scambio avvenuto alla nascita, pensate che cambierebbe qualcosa, oltre allo shock?



- Non sono il mio lavoro. C’è chi si identifica fortemente con quello che “produce” e ciò può essere positivo ma dipende dai punti di vista. Esempio:
Se fossi il miglior progettista di mine anti-uomo al mondo per una grande industria di armi sicuramente avrei un lavoro che mi fornisce fama e molto denaro e quindi una bella vita dal punto di vista materiale ma pensando alle conseguenze dei miei progetti cosa ho veramente prodotto se non sofferenza e morte? Che utilità ha avuto questo mio “lavoro”?
Qualcuno so che starà pensando: “qualcuno deve farlo perché anche se è uno sporco lavoro permette di mantenere degli equilibri tra vita e morte e tra il più forte ed il più debole similmente a quanto detto da Darwin riguardo l’evoluzione della specie”…eccetera eccetera… bla bla bla”.
Gli equilibri per me sono ben altri: collaborazione, armonia, compassione, senso di appartenenza ad un'unica umanità, integrazione e convivenza, rispetto, pace, obiettivi volti alla serenità e non all’accumulo di ricchezza….ecc ecc



- Non sono i miei pensieri, la mia mente. Questo non è vero del tutto ma in parte. I pensieri fanno parte di me nella misura in cui mi attraversano in quell’istante ma non sono prodotti da me e quindi non sono me. La semplice dimostrazione di questa realtà avviene allorquando in una fase meditativa riesco a “vedere i miei pensieri” e piano piano svaniscono…qualcosa rimane vigile in quel momento di non-mente? Certo che si altrimenti starei dormendo o sarei morto. Ergo : non siamo i nostri pensieri. I pensieri non sono ovviamente fisici ma neppure sottilmente, stiamo parlando solo di un processo.



- Non sono il mio corpo: e qui si va sul difficile. Io ho un corpo ma non sono quello. (Ne questo ne quello). Il corpo mi permette di collegarmi e interagire con l’esterno e l’interno tramite le mie emozioni, ma non sono neppure le emozioni, variabili come il tempo atmosferico.
Posso concepire tutto questo grazie alla mia autocoscienza che è pura consapevolezza, il testimone che guarda i miei pensieri, il mio corpo e le mie emozioni.
Il corpo è un fantastico mezzo, una macchina meravigliosa ed intelligente di cui mi dovrei sempre meravigliare e provare lo stupore del bimbo di fronte al mare la prima volta.



La realtà è che noi siamo tutte queste cose e nessuna di esse in assoluto, facciamo parte di un sistema vivente interconnesso di cui abbiamo perso la consapevolezza.
Alcune persone vivono in modo infelice parte o tutta la loro vita spesso a causa della loro identificazione con il possesso di oggetti o modi di essere inutili: grosse quantità di denaro, fama e successo, la casa più grande e bella, l’auto più grossa e potente, il cellulare o il computer più nuovo, il corpo più bello e ammirato, la collezione di fidanzate/i.
Tutto quello per cui vale la pena di vivere solitamente non ha alcun valore per questo tipo di persone ed effettivamente non ha alcun valore misurabile: essere amati ed amare, avere comprensione profonda, vivere in pace e serenità, raggiungere alti picchi di consapevolezza, riuscire ad avere accettazione non passiva, salute del corpo e della mente, dedicarsi al proprio e altrui progresso spirituale…
Ne questo ne quello.
Un abbraccio a tutti      da Alessandro Orlandi
Who am I? What's really important in this life that I'm living?
I'm really living as I would like and in accordance to what they really are, or my thoughts, my actions, and even what I think I see in front of me are just the result of illusion put to me by all the influences had since I was born ?
What is the core to which I must return to do the zero point? Where is my true center?
Hundreds of questions that you could give as many answers, but it is not the point.
We try to do as the Devas, to say what they are not?

- I am not my name, my gender, my race, my nationality ... etc. etc. They are tags that I have been buckled under a simple "case" geographical, or otherwise. If I had been born in Africa ... If you could not change any of these actually my freedom would simply fake and non-existent.
Moreover all these labels I can easily change in a moment and I would always be the same, or not? Try to swap two newborn children (for example, an Israeli and a Palestinian) and give them to new families. When they grow up to become what society around them and also determine to be trying to tell them about this exchange occurred at birth, you think that it would change something, in addition to the shock?

- I'm Not my job. There are those who strongly identifies with what they "produce" and this can be positive but it depends on your point of view. Example:
If I were the best designer of anti-personnel mines in the world for a large arms industry surely would have a job that provides me fame and money and therefore a good life from the material point of view, but thinking about the consequences of my projects what I really Product if not suffering and death? What use had this my "job"?
I know someone who must be thinking: "someone has to do it because even though it's a dirty job allows you to maintain the balance between life and death and between the strongest and weakest similarly to what was said by Darwin about the evolution of the species" and so on ... etc ... bla bla bla ".
The balance for me are quite different: cooperation, harmony, compassion, sense of belonging to a common humanity, integration and coexistence, respect, peace, serenity and objectives of the non-accumulation of wealth ... .etc etc.

- I am not my thoughts, my mind. This is not true of all but partly. The thoughts are part of me to the extent that through me at that moment but are not produced by me and therefore are not me. The simple proof of this fact takes place when in a meditative phase can "see my thoughts" and vanish floor plan ... something remains vigilant in that moment of no-mind? Sure I'd be sleeping or otherwise I would be dead. Ergo: we are not our thoughts. Thoughts are obviously not physical but even subtly, we are only talking about a process.

- I'm not my body: and here we go on the hard. I have a body but I am not that. (As this nor that). The body allows me to connect and interact with the outside and the inside by my emotions, but they are not even the emotions, variables like the weather.
I can conceive of all this because of my self-consciousness that is pure consciousness, the witness watching my thoughts, my body and my emotions.
The body is a fantastic medium, a wonderful and intelligent machine that I should always be surprised and experience the wonder of the child in front of the sea the first time.

The reality is that we are all of these things and none of them ever, we are part of a living system interconnected that we lost consciousness.
Some people live in miserable so some or all of their lives often because of their identification with the possession of objects or ways of being useless: large amounts of money, fame and success, the largest home and beautiful, the biggest car and powerful, the phone or the newest computer, the most beautiful body and admired, the girlfriends / i collection.
Everything that is worth living usually has no value for this type of people, and indeed has no measurable value to be loved and to love, to have deep understanding, to live in peace and serenity, reach high peaks of awareness, be able to have not passive acceptance, health of body and mind, focusing on their and others' spiritual progress ...
Do this nor that.

Hugs to all   from Alessandro Orlandi

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