sabato 28 gennaio 2017

ne questo ne quello


Chi sono io? Cosa c'è di davvero importante in questa vita che sto vivendo?
Sto realmente vivendo come vorrei e in conformità a quello che realmente sono, oppure i miei pensieri, le mie azioni e addirittura quello che penso di vedere di fronte a me sono solo il risultato dell’illusione postami da tutte le influenze avute da quando sono nato?
Qual è il nocciolo a cui devo tornare per fare il punto zero? Dove si trova il mio vero centro?
Centinaia di domande a cui si potrebbero dare altrettante risposte, ma non è questo il punto.
Proviamo a fare come i Deva, a dire quello che non sono?



- Non sono il mio nome e cognome,il mio sesso, la mia razza, la mia nazionalità...ecc ecc: sono targhette che mi sono state affibbiate in base ad un semplice “caso” geografico, o altro. Se io fossi nato in Africa… Se non potessi cambiare nessuna di queste realtà la mia libertà sarebbe semplicemente finta e inesistente.
Inoltre tutte queste etichette le posso facilmente modificare in un attimo e sarei sempre lo stesso, o no? Provate a scambiare due bambini appena nati ( ad esempio un israeliano ed un palestinese) e darli alle nuove famiglie. Quando cresceranno diventeranno quello che la società intorno a loro determinerà di essere ed anche provando a raccontare loro di questo scambio avvenuto alla nascita, pensate che cambierebbe qualcosa, oltre allo shock?



- Non sono il mio lavoro. C’è chi si identifica fortemente con quello che “produce” e ciò può essere positivo ma dipende dai punti di vista. Esempio:
Se fossi il miglior progettista di mine anti-uomo al mondo per una grande industria di armi sicuramente avrei un lavoro che mi fornisce fama e molto denaro e quindi una bella vita dal punto di vista materiale ma pensando alle conseguenze dei miei progetti cosa ho veramente prodotto se non sofferenza e morte? Che utilità ha avuto questo mio “lavoro”?
Qualcuno so che starà pensando: “qualcuno deve farlo perché anche se è uno sporco lavoro permette di mantenere degli equilibri tra vita e morte e tra il più forte ed il più debole similmente a quanto detto da Darwin riguardo l’evoluzione della specie”…eccetera eccetera… bla bla bla”.
Gli equilibri per me sono ben altri: collaborazione, armonia, compassione, senso di appartenenza ad un'unica umanità, integrazione e convivenza, rispetto, pace, obiettivi volti alla serenità e non all’accumulo di ricchezza….ecc ecc



- Non sono i miei pensieri, la mia mente. Questo non è vero del tutto ma in parte. I pensieri fanno parte di me nella misura in cui mi attraversano in quell’istante ma non sono prodotti da me e quindi non sono me. La semplice dimostrazione di questa realtà avviene allorquando in una fase meditativa riesco a “vedere i miei pensieri” e piano piano svaniscono…qualcosa rimane vigile in quel momento di non-mente? Certo che si altrimenti starei dormendo o sarei morto. Ergo : non siamo i nostri pensieri. I pensieri non sono ovviamente fisici ma neppure sottilmente, stiamo parlando solo di un processo.



- Non sono il mio corpo: e qui si va sul difficile. Io ho un corpo ma non sono quello. (Ne questo ne quello). Il corpo mi permette di collegarmi e interagire con l’esterno e l’interno tramite le mie emozioni, ma non sono neppure le emozioni, variabili come il tempo atmosferico.
Posso concepire tutto questo grazie alla mia autocoscienza che è pura consapevolezza, il testimone che guarda i miei pensieri, il mio corpo e le mie emozioni.
Il corpo è un fantastico mezzo, una macchina meravigliosa ed intelligente di cui mi dovrei sempre meravigliare e provare lo stupore del bimbo di fronte al mare la prima volta.



La realtà è che noi siamo tutte queste cose e nessuna di esse in assoluto, facciamo parte di un sistema vivente interconnesso di cui abbiamo perso la consapevolezza.
Alcune persone vivono in modo infelice parte o tutta la loro vita spesso a causa della loro identificazione con il possesso di oggetti o modi di essere inutili: grosse quantità di denaro, fama e successo, la casa più grande e bella, l’auto più grossa e potente, il cellulare o il computer più nuovo, il corpo più bello e ammirato, la collezione di fidanzate/i.
Tutto quello per cui vale la pena di vivere solitamente non ha alcun valore per questo tipo di persone ed effettivamente non ha alcun valore misurabile: essere amati ed amare, avere comprensione profonda, vivere in pace e serenità, raggiungere alti picchi di consapevolezza, riuscire ad avere accettazione non passiva, salute del corpo e della mente, dedicarsi al proprio e altrui progresso spirituale…
Ne questo ne quello.
Un abbraccio a tutti      da Alessandro Orlandi
Who am I? What's really important in this life that I'm living?
I'm really living as I would like and in accordance to what they really are, or my thoughts, my actions, and even what I think I see in front of me are just the result of illusion put to me by all the influences had since I was born ?
What is the core to which I must return to do the zero point? Where is my true center?
Hundreds of questions that you could give as many answers, but it is not the point.
We try to do as the Devas, to say what they are not?

- I am not my name, my gender, my race, my nationality ... etc. etc. They are tags that I have been buckled under a simple "case" geographical, or otherwise. If I had been born in Africa ... If you could not change any of these actually my freedom would simply fake and non-existent.
Moreover all these labels I can easily change in a moment and I would always be the same, or not? Try to swap two newborn children (for example, an Israeli and a Palestinian) and give them to new families. When they grow up to become what society around them and also determine to be trying to tell them about this exchange occurred at birth, you think that it would change something, in addition to the shock?

- I'm Not my job. There are those who strongly identifies with what they "produce" and this can be positive but it depends on your point of view. Example:
If I were the best designer of anti-personnel mines in the world for a large arms industry surely would have a job that provides me fame and money and therefore a good life from the material point of view, but thinking about the consequences of my projects what I really Product if not suffering and death? What use had this my "job"?
I know someone who must be thinking: "someone has to do it because even though it's a dirty job allows you to maintain the balance between life and death and between the strongest and weakest similarly to what was said by Darwin about the evolution of the species" and so on ... etc ... bla bla bla ".
The balance for me are quite different: cooperation, harmony, compassion, sense of belonging to a common humanity, integration and coexistence, respect, peace, serenity and objectives of the non-accumulation of wealth ... .etc etc.

- I am not my thoughts, my mind. This is not true of all but partly. The thoughts are part of me to the extent that through me at that moment but are not produced by me and therefore are not me. The simple proof of this fact takes place when in a meditative phase can "see my thoughts" and vanish floor plan ... something remains vigilant in that moment of no-mind? Sure I'd be sleeping or otherwise I would be dead. Ergo: we are not our thoughts. Thoughts are obviously not physical but even subtly, we are only talking about a process.

- I'm not my body: and here we go on the hard. I have a body but I am not that. (As this nor that). The body allows me to connect and interact with the outside and the inside by my emotions, but they are not even the emotions, variables like the weather.
I can conceive of all this because of my self-consciousness that is pure consciousness, the witness watching my thoughts, my body and my emotions.
The body is a fantastic medium, a wonderful and intelligent machine that I should always be surprised and experience the wonder of the child in front of the sea the first time.

The reality is that we are all of these things and none of them ever, we are part of a living system interconnected that we lost consciousness.
Some people live in miserable so some or all of their lives often because of their identification with the possession of objects or ways of being useless: large amounts of money, fame and success, the largest home and beautiful, the biggest car and powerful, the phone or the newest computer, the most beautiful body and admired, the girlfriends / i collection.
Everything that is worth living usually has no value for this type of people, and indeed has no measurable value to be loved and to love, to have deep understanding, to live in peace and serenity, reach high peaks of awareness, be able to have not passive acceptance, health of body and mind, focusing on their and others' spiritual progress ...
Do this nor that.

Hugs to all   from Alessandro Orlandi

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