Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità l'infelicità sarebbe destinata a dilagare tra le popolazioni dei paesi occidentali. I più felici del mondo sarebbero i nigeriani e noi italiani ci dichiariamo infelici in ben 26 casi su 100. Altro che spaghetti e mandolino! Sembra confermato quindi, da altra angolazione, il dato citato nel numero 47 secondo cui il 28% della forza lavoro della Comunità Europea risulta affetto da stress.
In pole position tra i luoghi che trasmettono maggior senso di infelicità c'è l'ufficio e il soggetto più infelice risulta essere una donna di 36-45 anni, single, impiegata, diplomata o laureata, che risiede nell'hinterland di una grande città.
Una volta realizzato un ambiente di lavoro emotivamente adatto, tutti noi dobbiamo comunque sempre ricordare che la felicità vive solo qui e ora e non può essere vincolata a condizioni esterne come il raggiungimento di un budget, un avanzamento di carriera o un aumento di stipendio.
Le aspettative eccessive, così come i continui rimpianti e gli attaccamenti ossessivi non servono che a far avverare le cupe previsioni dell'OMS.
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