sabato 16 luglio 2011

Libertà


è solo una parola ma se pensiamo alla nostra vita... quante cose ci vengono in mente!
Osho in un famoso discorso diceva "libertà da cosa e libertà per che cosa" facendo intendere che una volta "conquistata" questa grande condizione il nostro Essere deve trovarsi pronto a sfruttare questa occasione al massimo con la creatività.
Noi pensiamo di essere liberi ma in realtà siamo schiavi di uno schema di vita dettato dalla nostra mente e soprattutto dalla mente collettiva: la società, la condizione umana degli ultimi millenni. Sepolti nel nostro inconscio ci sono milioni di condizionamenti subiti che vengono fuori senza che ce ne accorgiamo.
Ma una volta raggiunta la consapevolezza o almeno un livello accettabile di essa, bisogna davvero abbandonare il mondo?
Qualcosa si , qualcosa no?
Seguire l'istinto, seguire il flusso dell'esistenza ed i suoi segni?...
Spesso ho l'impulso a lasciare soprattutto quello che ritengo poco utile alla mia crescita e quindi alla crescita comune...oggetti e situazioni a cui siamo attaccati ma che il loro distacco creerebbe forse la base della libertà. Allora qualcosa dobbiamo lasciare? Non possiamo continuare a vivere dentro gli schemi del lavoro tutto il giorno per pagare il mutuo e tirare avanti, pagare una buona scuola Forse inutile) ai miei figli, ecc ecc...tutte le cose che facciamo tutti i giorni come robot senza sendercene conto e soprattutto essendo quasi completamente inconsapevoli e solo distrattamente guardando ogni tanto dei meravigliosi eventi di bellezza che l'esistenza ci ripropone.
Intendo dire che siamo CONCENTRATI sulle cose meno importanti e forse che appaiono più URGENTI alla mente mentre non vediamo il nostro CENTRO attraverso cui la bellezza e la gioia della vita sarebbero gratificanti di se stesse, senza fine, senza scopo!
Quindi è necessario un distacco? scappare da tutta questa vita da robot? Cosa devo fare? Scappare dove? Esiste un posto specifico o va bene qualsiasi luogo basta che IO SONO sia collegato al mio centro?
Da ragazzo non so in che libro lessi che libertà significa anche non avere nulla, non possedere nulla: in effetti togliendo questi attaccamenti già ci sentiremmo tutti più leggeri? Per fare ciò è necessario organizzare uno stile di vita diverso da quello odierno, più sganciato dalla ricerca del profitto, dei soldi, dell'accumulo e soprattutto più sganciato dall' ego.
Potessi essre ora di fronte ad un Maestro Zen che mi impone un koan per svegliare con un Satori il mio Essere! Accoglierei le sue bastonate come una benedizione, tanto la vita stessa vissuta inconsapevolmente quante bastonate ci da al giorno?
Satyam Alex Orlandi

Nessun commento:

Posta un commento