La commozione
Perché quando qualcuno compie un atto di gentilezza e gratitudine spesso la commozione bagna i nostri occhi e siamo come indifesi, come bambini di fronte al gattino portato finalmente a casa?
Non so dare la risposta ma posso dire il mio punto di vista.
Non siamo più abituati ad essere veramente umani, veramente trasparenti, a mostrarci come veramente siamo e quando qualcuno ci mostra questa realtà rimaniamo per un attimo come sconvolti da questa rivelazione.
Poi la mente riprende in pochi secondi le redini e ci riporta alla cruda realtà, o meglio, a quello che crediamo che lo sia e quindi “l’attimo fuggente”, il carpe diem che abbiamo colto ritrovando la nostra integrità, la nostra unione sparisce in un millisecondo…
Hai voglia a fare corsi, gruppi di studio, campi di meditazione, sessioni con professionisti eccetera eccetera per ritrovare quell’attimo. Spesso ti sembra di intravederlo in mezzo a tutta la finzione e non che ci viene proposta ma è solo un millisecondo, lo stesso che avviene quando sparisce, ma almeno era vero, per noi.
E questo non significa che non dobbiamo lavorare su noi stessi con professionisti dell’aiuto se crediamo di “risolvere” qualche problema o raggiungere un obbiettivo che ci è caro, anzi! Ma credo sia importante non esagerare e non scavare troppo a fondo nell’ombra dei traumi perché si può rischiare di non uscirne più pensando che sia la nostra casa...
Spero di essere stato chiaro ma credo sia molto difficile quando si parla di questo argomento poiché le parole non possono esprimere in nessun modo quei momenti, quelle sensazioni, percezioni e soprattutto la gioia, il senso di unione, la gratitudine e forse anche l’amore che si sente.
Io ci ho provato e spero che vi sia venuta almeno la voglia di ritrovarlo.
Grazie a chi mi darà un segno.


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