16 maggio 2026 – I sommersi e i salvati
Questo è un titolo di un libro di Primo Levi che lessi per mio conto ai tempi dei miei studi nella scuola del sistema (stavo affrontando la maturità del mio istituto tecnico commerciale portando come materie Italiano e Diritto, praticamente un disadattato) dove raccontava con lucida logica le dinamiche nel campo di concentramento di Auschwitz.
Mi ha profondamente colpito questo libro ma non ne sapevo le vere ragioni finché ho capito pochi anni fa che il campo di concentramento non è mai stato chiuso, si è solo allargato a tutto il mondo.
Le tecniche di annientamento intellettuale e spirituale di cui parla Levi usate con folle lucida logica, dai nazisti ai tempi sono molto simili alla manipolazione mediatica che “il sistema” attua anche se noi crediamo di essere liberi perché non lo avvertiamo.
La verità è sempre sottile e fra le righe tanto che si crede di poter scegliere, di essere liberi ed avere pari opportunità nel mondo, eccetto quei luoghi ove governano “i cattivi”, che piano piano stanno per essere eliminati con la forza, portando la democrazia, mentre i cattivi più forti, quelli divengono alleati e vengono inglobati nel sistema.
Questo assomiglia molto a quello che fa un virus, quello della menzogna che a forza di essere gridata ai venti dei media diventa vera e la gente, specialmente quelli con le divise morirebbe per difenderla… assurdo vero? Ma purtroppo è così.
Il sistema prospera grazie all’energia di chi lo subisce, ovvero la paura.
Coloro che riescono a capirlo e vederlo sono destinati a divenire esclusi dalla società ed essere proclamati come malati, pazzi, complottisti, persone prive di moralità e senso della misura…
Alcuni di questi possono divenire dei sommersi ovvero essere distrutti dal sistema che gli crea attorno un cuscinetto di paura e solitudine tale da non essere sopportato a lungo e finiscono spesso molto male.
I salvati sono coloro che nonostante le avversità hanno una tale levatura spirituale da poter sopportare qualunque sopruso ed uscirne sempre col sorriso.
A coloro io mi rivolgo e chiedo di resistere e vivere in pace e prosperità perché sono la salvezza di questo ologramma chiamato mondo.

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